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Il sito è tuo o del tuo fornitore? Come accorgersene in due minuti
Frederico Mafli · 2 min
C'è una scoperta che tocca fare a parecchie aziende, e arriva sempre nel momento peggiore: quando vogliono cambiare fornitore.
Scoprono due cose. La prima è che il dominio — l'indirizzo del sito, quello stampato ovunque — è intestato al fornitore e non a loro. La seconda è che il sito non si può spostare, perché esiste solo dentro la piattaforma di quel fornitore.
A quel punto la scelta è fra restare a condizioni che non piacciono più, o ricominciare da zero perdendo l'indirizzo.
I tre controlli
**Primo: a chi è intestato il dominio.** È un dato in gran parte pubblico. Per i domini .ch il nome del titolare non viene mostrato, ma il tuo fornitore è tenuto a dirtelo, e tu hai diritto di avere gli accessi al pannello dove il dominio è registrato. Se te li nega, hai già la risposta.
**Secondo: dove vive il sito.** Se l'indirizzo del tuo sito è tipo tuaditta.qualcosa.site oppure tuaditta.piattaforma.ch, il sito non è a casa tua: sei ospite. Nella ricerca che abbiamo fatto sulle aziende ticinesi abbiamo trovato nove casi così, tutti dello stesso fornitore. Uno di questi mostra la scritta "Spiacenti, siamo chiusi!" a chiunque apra la pagina fuori orario, come se il sito avesse gli orari del negozio.
**Terzo: puoi portartelo via?** La domanda da fare, testuale: "se un giorno cambio fornitore, cosa mi porto via?". La risposta giusta è: il dominio, i testi, le fotografie e una copia del sito. Se la risposta è "il sito resta sulla nostra piattaforma", sai come stai messo.
Il caso peggiore che abbiamo visto
Un gommista che ha il proprio dominio, lo paga, e ci riceve la posta. Ma il dominio mostra soltanto la scritta "questo sito è attualmente in costruzione", mentre il sito vero — sessantatré parole, due pulsanti col nome di esempio "Button" e gli orari scritti alla maniera americana — vive su un sottodominio gratuito impronunciabile.
Paga un indirizzo vuoto e lavora su uno che non è suo.
Come dovrebbe essere
Il dominio intestato all'azienda, con il rinnovo automatico attivo e gli avvisi che arrivano a un indirizzo aziendale. Il sito costruito su tecnologia standard, non su una piattaforma proprietaria. Gli accessi consegnati al cliente, non tenuti dal fornitore.
Non è generosità: è la condizione minima perché il rapporto resti volontario da entrambe le parti. Un fornitore che ti tiene per il dominio non è più bravo, è solo più difficile da lasciare.
Se non sai come sei messo, la verifica gratuita del sito ti dice almeno dove vive il tuo sito e quando scade il tuo dominio. Il resto lo chiedi al fornitore — e da come risponde capisci parecchio.