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Abbiamo controllato a mano 637 siti di aziende ticinesi. Ecco cosa abbiamo trovato

Frederico Mafli · 4 min

Abbiamo preso l'elenco delle aziende iscritte al registro di commercio del Cantone Ticino e siamo andati a cercare, una per una, se avessero un sito. Poi ogni sito trovato l'abbiamo aperto e guardato a mano: non con un punteggio automatico, ma leggendo cosa c'è scritto e verificando se fosse davvero il sito di quell'azienda.

Finora ne abbiamo esaminate 637. Questo è quello che abbiamo trovato.

Il primo dato è il più sorprendente: spesso il sito non è il suo

Su 637 aziende, solo 382 avevano davvero un sito proprio. Le altre 198 volte, l'indirizzo che salta fuori cercando il nome dell'azienda porta da qualche altra parte: un omonimo in Italia o in Germania, un elenco di imprese che si spaccia per il sito ufficiale, un dominio messo in vendita.

Qualche esempio vero, con i nomi cambiati solo dove serve. Una società di Bellinzona che si chiama come il più antico caffè di Parigi: cercandola si finisce a Parigi. Una ditta di Balerna il cui nome coincide con un negozio americano di articoli religiosi. Un'azienda di Coldrerio agganciata al sito di un'omonima di Bologna.

Perché conta: se un cliente cerca il nome della tua azienda e trova prima il sito di un altro, quel cliente non è tuo.

Uno su quindici ha un sito che dichiara di non essere finito

Venticinque siti su 382 dicono di sé stessi "in costruzione", "coming soon", "apriamo presto", "torna presto per un aggiornamento". In un caso il cartello dei lavori in corso è lì dal 2022.

C'è un caso che vale da solo: una farmacia aperta 365 giorni all'anno dalle sette alle ventidue, che prende ordini via WhatsApp, ha in prima pagina l'avviso di un'apertura straordinaria per i test Covid di domenica 3 aprile 2022. Quattro anni fermi lì.

Sono le aziende che hanno già deciso di volere un sito e non ce l'hanno. Hanno comprato il dominio, magari pagato un acconto, e poi la cosa si è fermata.

Un sito su dieci ha errori di scrittura in vetrina

Quarantuno siti hanno refusi, frasi ripetute due volte identiche, testi copiati e incollati da un servizio all'altro senza cambiarli.

Un impiantista presenta quattro servizi diversi — rinnovamenti, fotovoltaico, efficientamento energetico, termopompe — con lo stesso identico testo sotto ognuno, e sotto ancora il pulsante col nome che gli aveva dato il programma: "Button". Un pittore decoratore con centocinquant'anni di storia di famiglia scrive "Sopraluogo" invece di sopralluogo. Uno studio di architettura ha lasciato i contatori dei progetti fermi sul numero di esempio, "12".

Non sono dettagli da grammatico: sono la cosa che il cliente legge mentre decide se fidarsi.

Sedici aziende ricevono la posta su bluewin o gmail

Hanno un dominio proprio, ci hanno messo sopra un sito, e poi scrivono ai clienti da un indirizzo gratuito. È il dettaglio che, in un'offerta da qualche decina di migliaia di franchi, fa alzare un sopracciglio.

Nove lavorano dentro casa d'altri

Nove aziende non hanno un sito ma una scheda su una piattaforma gratuita, con un indirizzo tipo nomeditta.piattaforma.site. Non è un dettaglio tecnico: quell'indirizzo non è loro, quei contenuti non se li portano via, e il giorno che la piattaforma chiude o cambia prezzo non c'è niente da salvare.

Tutte e nove, guarda caso, dallo stesso fornitore.

Tre siti sono invisibili ai motori di ricerca senza saperlo

Tre aziende hanno attivato una protezione contro i robot che mostra una schermata di verifica a chiunque non arrivi con un browser normale. Il problema è che quella schermata la vedono anche Google e gli assistenti come ChatGPT: per loro quel sito è una pagina di controllo, non un'azienda.

Pagano un sito che i motori di ricerca non riescono a leggere.

I due estremi

Il più vecchio che abbiamo trovato è costruito con Microsoft FrontPage 4.0, un programma dell'anno 2000. Contiene ventuno parole in tutto e dichiara da solo l'ultimo aggiornamento: 18 agosto 2020. Il secondo classificato usa FrontPage 5.0, del 2003: è l'unica presenza online di un'azienda di impiantistica con due sedi.

All'altro estremo, un'azienda ha lasciato scadere il dominio. Oggi chi lo digita non trova più lei: viene rimbalzato su un sito di incontri per adulti, con tanto di codici di affiliazione. Il nome dell'azienda, stampato sui furgoni, porta i clienti lì.

Cosa ne ricaviamo

Il web ticinese non è messo male perché le aziende siano sciatte. È messo male perché di un sito, dopo il giorno in cui è nato, non si occupa più nessuno: il certificato scade, il fornitore sparisce, il testo resta quello di quattro anni fa, e nessuno se ne accorge finché un cliente non lo dice.

Se vuoi sapere in che stato è il tuo, abbiamo messo online lo stesso controllo che abbiamo usato per questa ricerca. Ci mette mezzo minuto, è gratis, e se il sito è a posto te lo diciamo.

Il lavoro continua: le aziende da controllare sono ancora migliaia, e i numeri di questo articolo li aggiorneremo man mano.